Il testamento di Euridice
07.12.2014 14:58
Il mio paese è l'esilio
La mia anima è una stanza
vuota, dai muri bianchi e spogli
la finestra chiusa sul mare
calmo, il mio sguardo è distante
perso in un' invenzione del cuore.
Non qui, la patria è altrove
dove la memoria trova pace:
forse è l'esilio il paese di luce.
L'attesa
Ora che non odo più la tua voce,
come sonnambula tra gli uomini mi muovo
sono albero senza foglie, grido senza suono
Il vuoto mi coglie ad ogni passo
e non saprei dir dove vado, né cosa sono.
Ora che non odo più la tua voce,
è un muto inferno in ogni luogo
piove nella mia anima arida
ma non c'è acqua che mi nutra
ombra che mi salvi
sono accecata dal tuo ricordo
e non c'è buio nei miei occhi.
Ora che non odo più la tua voce
ora che non posso né vivere, né morire
come sabbia sulla riva
aspetto che ritorni.
Taci
Taci,
guarda con occhi indiscreti
i volti inconsistenti
le nude esistenze
gli sguardi stanchi
Guarda,
come quel che sull'orlo d'un
precipizio
si tenda a sentire la voce
dell'abisso
e si spaventi nel sentire...
Come quel che cammina assente per le strade
vai per le strade rasentando il sonno
voce che risuona nell'orecchio del mondo
voce che ricade nel fondo del pozzo
E io come te, Poeta, del mondo ascolto l'eterno ritorno.
Rose
a Davide
Guardavamo la luce del mattino
la tua pelle aveva l'odore del fieno
Entravano dalla finestra
le lunghe dita dorate del sole
e ci accarezzavano
Crescevano le rose nel giardino.
Erano le nostre rose
Era il nostro armadio di viole
il nostro letto di fiori
per un momento
appassiti.
Era la strada del ritorno
nel nostro più lungo giorno
Non trovavo le parole
tu me le hai donate.
“E' ritrovato!” ti ho detto
“Che cosa?”
“L'amore”.
E così abbiamo dimenticato le parole.
Anima muta
Il tuo silenzio
mi ha soffocata
gettata in un angolo
come un'anima muta
in questa sterile notte
che un giorno partorirà la nostra fine
che un giorno sussurrerà alle tua labbra riarse
questi miei versi inutili
scritti sulla pelle
dipinta di te.
Sono eco (mitologia personale)
Sono Eco, vivo delle tue parole remote
sei una musica vaga, che non mi abbandona
sono ciò che non potrai scrivere mai perché intrappolato, rifiutato, negato
da te stesso.
Sono Arianna, perché so già che lascerai le mie rive
Ippolito, sento che fuggirai da me seguito dai tuoi cavalli possenti
come Fedra avveleno d'amore malsano questo mio stupido cuore
vengo a cercarti nell'ombra della foresta, ma non c'è nessuna bestia ad aspettarmi
non troverai nessun velo di sangue.
Solo l'albero e il silenzio.
Diana, perché farò finta di non amarti, ti guarderò la notte, addormentato.
Per sempre.
Orfeo, vivrai, non ti volterai a guardarmi. Io vagherò sola tra i fuochi e i ghiacci.
Persefone felice, trascinata nel tuo buio, troverei la luce nei tuoi occhi.
Sono Cassandra, ignori le mie parole d'amore, non le vedi. Non come Ulisse le sue sirene di sogno.
Aiace, rapiscimi.
Amore, non imparerò mai ad amarti, non posso. Sono Tiresia, non ti vedo.
Vedo solo oltre te stesso.